Viaggio notturno di Paolina Leopardi | Musica Maestri
Viaggio notturno di Paolina Leopardi
Spettacolo ispirato alle parole di Paolina Leopardi e a brani di Vincenzo Bellini
Giuseppe Nitti, attore
Elisa Cozzini, flautista
Annalisa Desantis, arpista
P. ALVARS,
Fantaisie sur la dernière pensée musicale de Bellini
Su temi da I Puritani, estratti
V. BELLINI
Vaga luna che inargenti
Per pietà bell’idol mio
Tu vedrai la sventurata, da Il Pirata
Gran Marcia, da Norma
Malinconia, ninfa gentile
Casta diva, da Norma
L’Abbandono
Ah! Non credea mirarti, da La Sonnambula
Il fervido desiderio
A. GENINI
La Straniera de Bellini, Fantaisie op.12, n.3, estratti
Viaggio notturno di Paolina Leopardi
Paolina Leopardi, donna di notevole cultura e fine letterata, si imbatte nel 1829 in un’opera
singolare, fascinosa e introspettiva, L’expédition nocturne autour de ma chambre, opera del
poliedrico artista Xavier de Maistre, sabaudo di lingua francese vissuto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, e decide di realizzarne la prima versione italiana, restituendoci un vero e proprio capolavoro letterario. Un uomo, segregato in una mansarda nel cuore di Torino, decide di trasformare la sua ultima notte nell’amata città in un viaggio dell’anima. Sospeso fra cielo e terra, tra materia e spirito, solo e tuttavia connesso con il cosmo, ci racconta come il vero viaggio non possa che essere una esperienza trasformativa interiore, e ogni fenomeno, anche il più trascurabile, sia un segnale inviato a noi, un messaggio che dobbiamo saper decifrare per dare senso ai giorni della nostra vita. La notte trascorsa in solitudine diventa una rocambolesca avventura da vivere: il davanzale della finestra, un cavallo alato e ogni alito di vento ispira l’uomo solitario verso nuovi orizzonti di pensiero, tra profonde meditazioni spirituali e momenti di sottile ironia. Paolina Leopardi ci racconta questo testo di de Maistre con un’altissima qualità di linguaggio, una lingua strutturatissima e tuttavia immediata, diretta, profondamente emotiva. Facile pensare che abbia raccontato, tramite l’altrui opera, un suo mondo inespresso, un suo sentirsi segregata nella casa del
padre, e suoi desideri fulgenti. Facile pensare che nell’uomo appartato nella mansarda abbia visto molto della sua condizione, e che quel viaggio spirituale, quella condizione creativa di vuoto, fosse ampiamente parte della sua vita. Facile comprendere con quale passione abbia deciso di riscrivere l’opera nella sua lingua, restando da un lato fedele al testo originale, dall’altro dandone una versione personalissima, assumendola in prima persona.
La camera da letto, con i suoi oggetti e i suoi luoghi, è un territorio sempre nuovo, sempre
sconosciuto, perché si nutre dei nostri pensieri e dei nostri sogni, e viaggiare tra il cuscino e la finestra è un enorme atto di coraggio.
In accompagnamento al testo, abbiamo scelto pagine di Vincenzo Bellini, autore celeberrimo e amato in quegli anni e citato sovente da Paolina nella sua corrispondenza. Fra le amiche con cui la contessa fu in contatto, vi furono le sorelle Anna e Marianna Brighenti, entrambe cantanti di Bologna e amiche del fratello Giacomo; Marianna fece una bella carriera, interrotta in età ancora giovane per motivi di salute. A lei in particolare Paolina indirizzò lettere rivelatrici di un interesse vero per la musica, mai pienamente soddisfatto, e che denota un gusto formatosi principalmente sulla musica di Mozart e Rossini. Ugualmente Paolina si dimostrò curiosa e appassionata degli autori a lei coevi, come Bellini e Donizetti e, in età più avanzata, persino di Verdi.
All’epoca era consuetudine diffusa suonare nei salotti, con organici spesso minimi, le arie celebri che dive e divi interpretavano nei teatri e che, dopo le rappresentazioni, potevano così continuare a vivere nel cuore di chi le aveva ascoltate nelle sale da concerto.
Alla contessa Paolina Leopardi dedichiamo questo spettacolo.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

